Omnia Desk

La Corte Suprema ha emesso la Sentenza n. 587/2021 del 28 luglio 2021, in cui analizza e valuta un caso di nullità di un contratto di franchising, a causa dell'imposizione di un prezzo fisso da parte del franchisor rispetto ai prodotti, che viene considerato un comportamento restrittivo della concorrenza.

La sentenza cita casi precedenti di normativa e giurisprudenza europea che affrontano questo aspetto, secondo detti casi si considera una grave limitazione della concorrenza fissare un prezzo minimo di vendita, tuttavia viene considerato corretto stabilire un prezzo massimo (purché dia al franchisee un margine di profitto) o un prezzo raccomandato.

Non è chiaro se questa considerazione dell'imposizione di un prezzo fisso, quale grave limitazione della concorrenza, si potrebbe moderare nel caso in cui detto prezzo garantisca un margine di profitto al franchisee, tuttavia è chiaro che considerare questo fatto una grave limitazione della concorrenza comporta, come conseguenza, la nullità assoluta del contratto.

In secondo luogo, la sentenza analizza se l'effetto di tale nullità debba essere quello ordinario di limitazione reciproca delle prestazioni iniziali, o quello straordinario secondo cui una delle parti contrattuali è tenuta a risarcire l'altra, non ricevendo le proprie prestazioni iniziali. Questo effetto straordinario sussiste quando si reputa che la nullità abbia "causa illecita", il che significa che c'è stato un’intenzione malevola da parte del franchisor che fa sì che la causa del contratto possa essere considerata immorale.

La sentenza indica che nel caso di nullità dovuta alla limitazione della concorrenza, com’è l'imposizione di un prezzo fisso da parte del franchisor, si possa applicare l'effetto straordinario della causa illecita, ma bisogna valutare l'atteggiamento del franchisee, e se il franchisee ha accettato e collaborato con le proprie azioni all'azione limitativa, cosa che è avvenuta nel caso specifico di questo procedimento, allora si deve applicare l'effetto ordinario di restituzione delle prestazioni iniziali.

Va notato che la questione è complessa e può essere oggetto di un ampio dibattito, come si può vedere dal fatto che, nello specifico, il Tribunale di Primo Grado ha ritenuto che non sussisteva alcuna nullità, mentre la Corte Provinciale ha accolto il ricorso e ha cambiato radicalmente la valutazione ritenendo invece che sussisteva la nullità per illiceità della causa, ed ancora la Corte Suprema ha parzialmente accolto il ricorso e ha modificato in parte la sentenza d'appello ritenendo che nella fattispecie la causa non era illecita sebbene sussistesse nullità.

Di conseguenza, si evince da questa sentenza che abbiamo a che fare con una questione complessa che deve essere analizzata caso per caso e in cui è molto importante valutare correttamente i rischi quando si stabiliscono le condizioni del contratto di franchising e in particolare il prezzo dei prodotti.

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Paolo Ronco

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