Omnia Desk

I RAIF lussemburghesi, nati come un’opportunità, si sono definitivamente affermati come uno dei principali strumenti di accesso agli investimenti alternativi in Europa.

Tra gli strumenti giuridici più attraenti cui l’ordinamento lussemburghese ha dato vita negli ultimi anni nel settore dell’intermediazione finanziaria vi sono i Reserved Alternative Investment Funds (RAIFs). Il RAIF è nato per soddisfare l’esigenza di flessibilità tipica degli investitori altamente qualificati e ha rapidamente ottenuto un notevole successo di mercato avendo superato i 1000 fondi a giugno 2020 a soli quattro anni dall’emanazione della relativa legge. Esso condivide alcune caratteristiche con il fondo comune di investimento riservato ad investitori qualificati, rispetto al quale però offre indubbiamente maggiori possibilità operative.
Il RAIF è destinato ai Well Informed Investors (istituzionali, professionali o con determinati requisiti di investimento minimo e di expertise) ed è sottoposto alla vigilanza “indiretta” della CSSF, Autorità di vigilanza lussemburghese che, pur non approvandone l’istituzione, mantiene una supervisione indiretta per il tramite dell’AIFM, autorizzato e soggetto a vigilanza, da cui il RAIF deve essere necessariamente gestito.
La presenza di un AIFM consente al RAIF di sfruttare le potenzialità dell’AIFMD, rendendolo appealing sia per gli investitori che per i gestori: i primi sono garantiti dalle tutele in termini di investor protection, i secondi giovano delle possibilità operative offerte, tra cui la libera commercializzazione delle quote ad investitori professionali nell’ambito dell’UE, avvalendosi del c.d. passaporto europeo, attraverso una notifica alla CSSF.
Quanto alla struttura la flessibilità è massima: può essere infatti costituito in forma societaria (SICAV o SICAF), potendo peraltro avvalersi di una delle diverse forme societarie che l’ordinamento lussemburghese conosce (SA, S.à r.l. o SCA), contrattuale (fondo comune di investimento) e di partnership (ScS o ScSp). Esso può, inoltre, essere costituito come umbrella fund, con più sub funds, ed offrire classi di azioni/quote diverse, con evidenti vantaggi in termini di semplificazione ed efficientamento dei set up.
Quanto alle strategie e politiche di investimento, non vi sono particolari limitazioni, con la sola eccezione dell’applicazione del principio di diversificazione del rischio; questo fa del RAIF uno strumento duttile ed adattabile a strategie diversificate (private equity, immobiliare, venture capital, private debt). Dal punto di vista fiscale, il RAIF è soggetto ad una tassa annuale di sottoscrizione dello 0,01%, calcolata sul NAV ed è, in linea di principio, esente dall'imposta sul reddito e sul patrimonio. Nessuna imposta è applicata sulle distribuzioni o sulle plusvalenze realizzate.

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